07 luglio 2008



Diari del buio e della luce ha vinto il Capitello d'oro.





Per aver voluto narrare – in un canto corale sapientemente ritmato – la città antica, l’epopea degli scavi degli anni Trenta, la contemporaneità.
Le immagini d’epoca si miscelano a quelle odierne con raffinata eleganza, e delicatamente trasmettono allo spettatore l’eccezionalità dell’impresa dello scavo di Ercolano e la caparbia volontà di Don Amedeo, l’archeologo che le intraprese. Mostrano il difficile e delicato contrasto tra città antica e nuova, tra la volontà di scoprire l’antico e il dilagare della peggiore urbanizzazione moderna. Rivelando come, a distanza di decenni, sia ancora drammaticamente irrisolto.
L’incompatibilità tra antico e nuovo diventa però nel film artistica armonia dove immagini, parole e musica concordano. Le inquadrature sono eccellenti, le pause sapienti, le musiche calibrate. Bella e comunicativamente efficace la scelta di far parlare i diari di Don Amedeo, con la loro sorprendente modernità.

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